Mia madre
1943, olio, ca. cm 30 x 40
“A questo punto qualcuno potrebbe obiettare che l’artista, nella sua espressione coloristica ha un esuberante lirismo cromatico, una certa esasperazione tonale; ma a noi consta per diretti contatti, che il pubblico comprende e accetta quel suo aperto cantare di gialli e di verdi, modulati in ondate feconde. E d’altra parte vi è pure il modo di constatare che l’autore ha pure un suo freno inibitore che lo richiama alla realtà costruttiva come nella Crocifissione, nella Figura dal fiore, nel ritratto della Madre e in quelle Nature morte di squisita fattura, dove la vibrazione è tutta contenuta nella castigatezza del tratto e delle tonalità.”
O. R. Bajocchi, La Provincia di Como, 1944
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